in collaborazione con
“Tempi di recupero”, la nuova partita del Csi

I prestigiosi spazi della Regione di piazza Città di Lombardia hanno ospitato ieri il Big Bang 2024 del Csi-Centro sportivo italiano Milano, con la presenza di 215 fra presidenti e dirigenti di 65 società milanesi e brianzole affiliate a questa importante realtà del mondo dello sport. «Un popolo in cammino, vivace, in forte crescita – lo ha definito il presidente Massimo Achini – capace con i suoi iscritti di fare un grande ponte con le realtà dove operano». Per il consulente ecclesiastico e direttore della Fom (la Fondazione oratori milanesi) don Stefano Guidi, «è un popolo che ha tanta energia da vendere dove è importante sfruttare le relazioni con le persone nel contesto in cui viviamo».

Dopo i saluti della padrona di casa – la sottosegretaria regionale con delega allo Sport, Lara Magoni – i presenti, attorno a 14 tavoli di lavoro, si sono confrontati sui temi caldi legati al mondo dello sport che vanno oltre l’attività agonistica: dalla burocrazia ai rapporti con le istituzioni, alla sostenibilità ambientale. È in questa cornice che nella Giornata Mondiale dello Sport è stata presentata la nuova iniziativa “Tempi di recupero”, che vede partner del Csi, Avvenire Formazione e Rete Sicomoro, Peak 56 ed Ecoped, il Consorzio nazionale per il riciclo dei piccoli elettrodomestici) appartenente all’hub dei Consorzi Safe. Giuliano Maddalena, Ceo di Safe e direttore del consorzio Ecoped, ha spiegato questa nuova partita che vedrà protagonista la squadra del Csi nel sensibilizzare e ingaggiare i ragazzi e le famiglie all’adozione di buone pratiche per la salvaguardia dell’ambiente e favorire una vera economia circolare nel recupero di migliaia di apparecchi elettrici ed elettronici che giacciono inutilizzati e ormai obsoleti nelle nostre case.

I “Raee”, ovvero i Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, come ha detto Maddalena, «occupano una fetta importante nel campo dei rifiuti. Se correttamente smaltiti sono potenzialmente una grande risorsa (per via delle materie rare e metalli riciclabili) ma, all’opposto, possono diventare un grave problema per l’ambiente quando il cittadino non sa come gettarli. Solo quattro persone su dieci dichiarano di sfruttare i centri di raccolta, così come solo il 25% di questo materiale viene recuperato attraverso i consorzi; del restante non si sa che fine faccia ». Per Massimo Bonicelli, direttore Vendite e Sviluppo mercato di Avvenire, questa operazione ben si inserisce nelle nuove strategie del quotidiano nella declinazione dell’Economia Civile con mezzi formativi ed educativi, creando «competenze, mettendo al centro la persona e i valori, nello specifico grazie al Csi lanciando un messaggio etico, ambientale, con un’offerta pratica, mirata e accessibile che coinvolge con gli atleti tesserati al Centro Sportivo le loro famiglie».

Concludendo la mattinata, il presidente Achini ha ricordato che il Csi compie 80 anni e si è chiesto se questa realtà è ancora attuale. «Sì, c’è bisogno ancora di società sportive, di dirigenti che credono nei valori che caratterizzano il nostro movimento. La presenza di tanti “addetti ai lavori” è la risposta a decenni di individualismi, che hanno portato alla malattia della solitudine, che mette ai margini l’amicizia». E ancora ha aggiunto: «non siamo un popolo di serie D; siamo gente che costruisce, facciamoci vedere, facciamoci sentire a tutti i livelli». Il Csi è impegnato anche con la Fondazione Milano-Cortina per essere protagonista nell’Italia dei giochi, portando i valori dello sport, favorendo la socialità, promuovendo l’educazione, l’inclusione e la pratica sportiva. E Don Guidi, dopo aver ricordato che c’è ancora tanta strada da fare, ha concluso: «noi siamo in tanti, tutti i giorni a contatto attraverso i nostri atleti, con le famiglie: un patrimonio ,questo, che altri non hanno». Infine una provocazione: «cambiare la C del Csi in Comitato, sapendo coinvolgere i comitati di altre province dove il Csi non è così determinante per arrivare ad una Comunità fra Comitati».

Pierfranco Redaelli

(tratto da Avvenire 07/04/2024)

Condividi questo articolo

Scopri le altre news